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Ha ucciso un poliziotto esce di cella per premio e va a fare una rapina

29-10-2010 15:47 - News Generiche
Devastante!! Orrore e sgomento, schifo e rabbia...

Bologna - Sei anni fa aveva travolto e ucciso un poliziotto della Stradale, all´uscita del casello di Reggio Emilia. Condannato a 14 anni, di recente aveva ottenuto la semilibertà, con il permesso di lavoro.Sabato ha rapinato a Bologna, poi è stato arrestato sempre dalla Stradale. Michele D´Ambrosio, 37 anni, di Pieve di Cento, il 20 aprile del 2004 era sull´auto guidata da Fabio Montagnino che forzò un posto di blocco togliendo la vita a Stefano Biondi, 28 anni: assieme al complice, fuggiva su una Porsche in cui aveva nascosto due chili di cocaina. Usufruiva del permesso di lavoro dalle 8 alle 21, mentre nel fine settimana non aveva restrizioni. Sabato si è presentato in una gioielleria di via Riva Reno indossando casco e passamontagna, armato di una Beretta, che però non ha estratto. Si è fatto consegnare bracciali, collane in oro per 300 euro più 1.500 in contanti.
La titolare dell´oreficeria ha preso la targa della moto su cui è fuggito, una Honda Transalp rubata, e ha avvertito la polizia. Le volanti l´hanno intercettato poco dopo, gli hanno intimato l´alt. D´Ambrosio come sei anni fa quella Porsche non si è fermato, è andato a sbattere contro l´auto della polizia. È caduto a terra, si è rialzato, ha tentato di fuggire, prima di essere arrestato. Sul blog dell´Asaps, l´associazione amici della polizia stradale, i commenti sono sconcertati, per un delinquente recidivo. L´assistente capo Michele Rinelli, della questura di Bologna, che gli ha messo le manette, si chiede: «Come possiamo tollerare che questo sistema continui a tutelare, in proporzione, molto più la vita di questi balordi che quella dei propri poliziotti?». E poi si rivolge idealmente all´ex collega che era in servizio alla sezione di Modena Nord: «Sono stato più fortunato, perché, al posto tuo, Stefano, sarei potuto esserci io».
La tragedia di Biondi, medaglia d´oro al valor civile, resta scolpita nella memoria anche della gente comune.
«Ignobiltà tutta italiana - scrive Stefano Di Nino -, chi commette reati anche gravi è libero di far ciò che vuole e chi invece rispetta sempre la legge è deriso e non tutelato». Andrea Pierleoni: «E magari se una divisa "eccede" legittimamente, tutti pronti a scagliarsi contro». Antonio va oltre: «Sicuramente se a morire fosse stato il figlio di un magistrato o di un noto politico, questi maledetti delinquenti si facevano l´ergastolo».
E Giordano Biserni, presidente dell´Asaps e direttore de Il Centauro, a Biondi ha indirizzato una toccante lettera aperta: «Caro Stefano, hanno liberato uno dei due delinquenti che ti hanno ammazzato. Lui per gratitudine è andato a fare una rapina. Dai non te la prendere, lo sai che qui va così. Speriamo rimanga ancora per un po´ in galera, però non possiamo promettertelo». Montagnino è stato condannato all´ergastolo, pena definitiva.
«Dopo la sentenza - ricorda Biserni -, sua madre nel cortile del tribunale di Reggio, di fronte a Loredana, la madre di Stefano, disse: "Godete, godete, ma vedrete che presto mio figlio sarà fuori e il vostro rimarrà sotto terra". Oggi quelle parole mi fanno venire i brividi».
Anche alla signora Loredana Zavalloni, rimasta senza fiato quando ha saputo che uno dei due banditi era in semilibertà e ha firmato la rapina. «Così il mio Stefano è stato ammazzato un´altra volta - ha raccontato -. Nessuno aveva informato la mia famiglia della sua uscita dalla prigione. Mi chiedo come i responsabili possano dormire sereni sapendo di aver messo a rischio la vita di altre persone: prego perché altre famiglie non subiscano quello che è accaduto alla nostra, ma sabato il rischio è stato altissimo. Sono furibonda».

Fonte: Il Giornale

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