23 Settembre 2014
immagine della testa

menu di scelta rapida



Contenuti

In Bacheca

Articolo 126 bis: Omissione di comunicazione dati conducente - termini per la comunicazione

11-02-2011 09:49 - Giurisprudenza di Merito
Omissione di comunicazione dati conducente - articolo 126-bis - termini per la comunicazione
Corte di Cassazione Civile sez.II 10/11/2010 n. 22881
(omissis)
yyy propose davanti al Giudice di pace di .... opposizione a verbale di accertamento della violazione dell´art. 180 comma 8 del codice della strada, elevato dalla Polizia Stradale e notificatogli il 14 maggio 2005 per avere, quale destinatario di precedente verbale di accertamento di violazione dell´art. 142 (eccesso di velocità) in quanto proprietario del veicolo, omesse di comunicare, entro 30 giorni dalla richiesta, le generalità del conducente dei medesimo veicolo, ai sensi dell´art. 126 bis, comma 2 quarto periodo.
Dedusse di non essere tenuto alla comunicazione avendo impugnato il verbale di accertamento dell´eccesso di velocità davanti al medesimo Giudice di pace.
Il giudice adito accolse l´opposizione ritenendo la contestazione dell´illecito di omessa comunicazione dei dati del conducente, ai sensi dell´art. 126 bis comma 2, e art. 180 comma 3 del codice della strafa inibita dalla pendenza del giudizio di opposizione avverso il verbale relativo il l´eccesso di velocità, come confermato dal sopraggiunto annullamento dello stesso, che imponeva l´annullamento di ogni atto successivo.
Il Ministero dell´Interno ha quindi proposto ricorso per cassazione deducendo un solo motivo di censura, cui non ha resistito l´intimato.

MOTIVI DELLA DECISIONE
1. - Con l´unico motivo di ricorso, denunciando violazione di norme di diritto, il Ministero sostiene che la pendenza del ricorso sulla violazione presupposta non sospende l´indagine degli organi di polizia volta all´identificazione dell´effettivo trasgressore, né, conseguentemente, il potere dei medesimi di contestare l´illecito di omessa comunicazione dei dati del conducente.
2. - Il motivo è fondato.
Recita, invero, l´art. 126 bis comma 2, IV periodo, del codice della strada nel testo anteriore alla modifica introdotta dall´articolo 2 comma 164, lett. a), del d.l. 3 ottobre 2006, n. 262, convertito con modificazioni, in legge 24 novembre 2006, n. 286: "La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, la segnalazione deve essere effettuata a carico del proprietario del veicolo, salvo che lo stesso non comunichi, entro trenta giorni dalla richiesta, all´organo di polizia che procede, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione".
Il termine assegnato al proprietario per comunicare all´organo di polizia che procede i dati relativi al conducente decorre, dunque, non dalla definizione del procedimento di opposizione avverso il verbale di accertamento dell´illecito presupposto, ma dalla richiesta rivolta al proprietario dall´organo di polizia; né è previsto che quest´ultimo debba soprassedere alla richiesta in attesa della definizione della contestazione dell´illecito.
E in proposito vi è sostanziale continuità anche nel testo della norma come modificato nel 2006: la nuova formulazione stabilisce, infatti, che il termine decorre "dalla data di notifica del verbale di contestazione" dell´infrazione presupposta.
Non convince, pertanto, l´affermazione secondo cui la corretta esegesi della norma porterebbe a concludere che "in nessun caso ...il proprietario è tenuto a rivelare i dati personali e della patente del conducente prima della definizione dei procedimenti giurisdizionali o amministrativi per l´annullamento del verbale di contestazione dell´infrazione", fatta dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 27 del 2005 nel respingere l´eccezione di incostituzionalità, per violazione dell´art. 24 della Costituzione, della prevista decurtazione dei punti patente a carico del proprietario in caso di omessa identificazione del conducente (eccezione invece accolta sotto il diverso profilo della violazione dell´art. 3 Cost.) e ripresa nella sentenza impugnata.
Va infine aggiunto che neppure l´annullamento del verbale di contestazione dell´infrazione presupposta comporta esclusione della sanzione prevista dall´articolo 180 comma 8 del codice della strada, attesa l´autonomia delle due infrazioni, la seconda delle quali attiene a un obbligo di collaborazione nell´accertamento degli illeciti stradali e dei loro autori (cfr. Cass. 13488/2005, 3123/2002, 9924/2001) che rileva in sé stesso e non in quanto collegato alla effettiva commissione di un precedente illecito.
3. - La sentenza impugnata va pertanto cassata.
Non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può altresì essere decisa nel merito, ai sensi dell´articolo 384 c.p.c., comma 1, ultima parte, con il rigetto dell´opposizione proposta dal ricorrente
Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza e vanno liquidate come in dispositivo; non vi è luogo, invece, a provvedere sulle spese del giudizio di merito non essendosi l´amministrazione avvalsa, in quella fase, di patrocinio professionale.

P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta l´originaria opposizione

Fonte: Corte di Cassazione Civile sez.II 10/11/2010 n. 22881

ASSOCIAZIONE FOXPOL
Sede Legale Via Venezia 30 - 20090 - Pieve Emanuele (Milano)
C.F 97497880159
Tel. +39.334.88.54.199 Fax 02.94.75.46.60
ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE - FORMAZIONE PER LA POLIZIA LOCALE & SICUREZZA STRADALE
Riconosciuta con Decreto Provincia di Milano n.177/2009 del 07/01/2010 Reg. Prov.le APS n.174 - R.G. 73/2010
Iscritta Albo Formatori Istituto Regionale lombardo di Formazione per l´Amministrazione Pubblica (I.Re.F.)
Insignita dalla Commissione Europea della "Carta Europea della Sicurezza Stradale"