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Pavia, multato denuncia i vigili: «Straniero e discriminato»

06-08-2011 22:49 - News Generiche
Ha denunciato i vigili di Pavia: sostiene di essere stato discriminato perché straniero. E´ Mohammed Salah Boucetta, algerino e mediatore culturale di Voghera: «Venerdì scorso i vigili mi hanno fermato all´uscita della tangenziale in via Abbiategrasso - racconta il quarantatreenne -. Fin qui nulla di male. Ma da subito sono stati scortesi, mi hanno fatto parcheggiare fuori dalla strada, hanno iniziato a sostenere che mio figlio seduto dietro, non aveva le cinture di sicurezza, ma le aveva: i vetri della macchina sono oscurati, non potevano vederlo da fuori. Non le aveva il passeggero di fianco a me, ma non gli hanno contestato nulla. Nè hanno voluto vedere la documentazione che dimostrava che non poteva allacciarle a causa di un intervento chirurgico».

Il signor Boucetta contesta poi il fatto che gli agenti gli abbiano intimato di spegnere il motore e lasciare dentro il bimbo di otto anni: «Faceva molto caldo - racconta -. Ho chiesto di poter tenere l´auto accesa in modo che mio figlio non patisse. Invece mi hanno contestato anche che non aveva il seggiolino: eppure ha otto anni, pesa quaranta chili, per lui non serve. Mi sono impuntato e l´ho fatto scendere dalla macchina». Boucetta mette in dubbio il verbale: «Mio figlio aveva le cinture. E non credo che gli agenti siano sempre così scortesi. Ci hanno trattato male perché siamo stranieri, ma io sono qui da tanti anni, lavoro. Non è giusto: ci hanno tenuto sotto il sole più di un´ora». Ora vuole andare fino in fondo: «Sono andato al comando a lamentarmi di come ero stato trattato, ma anche lì non hanno voluto ascoltarmi. E allora ho deciso di sporgere denuncia alla questura di Pavia: siamo 93 algerini in tutta la provincia, non diamo fastidio a nessuno. Siamo regolari: perché trattarci così?».

Al Comando vigili replicano seccamente: «Ci arrivano decine di denunce all´anno - spiega il comandante Gianluca Giurato -. La vicenda è nota, ho già ricevuto la relazione della polizia locale. Gli agenti hanno contestato il fatto che il figlio viaggiava con le cinture slacciate: è una violazione del codice della strada e per questo è stata loro comminata una sanzione. Sono uguali ad ogni altro cittadino». E sul fatto di dover spegnere il motore lasciando dentro il bambino risponde: «Lo prevede il codice della strada. Gli agenti, però, non gli hanno contestato questa violazione, non può dire di essere stato discriminato».

La vicenda apre una questione più generale: «E´ sempre più facile - spiega Giurato - che un cittadino ritenga un abuso ogni sanzione che gli viene comminata. Eppure facciamo solo il nostro dovere. Nei miei confronti ci sono almeno quattro denunce: fare rispettare il codice viene considerato un abuso».


Fonte: La Provincia Pavese

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